Chiesi Foundation

27 Marzo 2019

Chiesi Foundation al congresso dell’Associazione Internazionale di Pediatria

Chiesi Foundation è di rientro dal congresso dell’Associazione Internazionale di Pediatria – IPA - tenutosi a Panama dal 17 al 21 aprile. Pediatri, accademici, rappresentanti delle istituzioni internazionali, tra cui l’OMS - Organizzazione mondiale della Sanità - l’UNICEF e UNFPA – United Nations Population Fund, si sono dati appuntamento al ventinovesimo congresso dell’IPA per confrontarsi sulle sfide, ma soprattutto sulle strategie comuni da implementare per tutelare la salute dei più vulnerabili.

Al cuore della conferenza ci sono stati i bambini e il loro diritto imprescindibile alla salute, al benessere allo sviluppo delle loro migliori capacità. Gli SDGs – Sustainable Development Goals – hanno costituito la cornice del congresso, ricordandoci gli obiettivi che ci siamo prefissati da raggiungere entro il 2030 e le possibili azioni da implementare attraverso partnership e collaborazioni. Report, pubblicazioni e progetti hanno poi riempito i contenuti delle varie sessioni.

Un’attenzione speciale è stata rivolta ai paesi a basse e medie risorse dove i tassi di mortalità neonatale sono ancora troppo alti, dove non avere accesso a cure di qualità per le madri e per i figli rappresenta una sfida che siamo tutti chiamati ad affrontare. Per fare questo c’è bisogno di investire in cure neonatali adeguate, di qualità e accessibili per tutti, dobbiamo quindi coinvolgere e lavorare con i governi e i ministeri per raggiungere le comunità e i posti più remoti: là dove ci sono i bisogni più forti, là per garantire un’assistenza sanitaria.

Trasformare le cure neonatali significa anche modificare il paradigma delle cure, passare da un modello convenzionale a quello orientato alla famiglia – family centred approach - un approccio che promuove la collaborazione reciprocamente vantaggiosa tra genitori, famiglie e operatori sanitari nel sostegno durante la pianificazione delle cure, del parto e della valutazione, promuovendo “zero separazione” tra le madri e i neonati. Molta attenzione è stata dedicata anche alla KMC – Terapia del canguro – ai suoi benefici, ma anche alle sue sfide. La sfida della KMotherC o KFatherC, promossa da Save the Children, ha reso tutti più consapevoli della pratica e come ha dichiarato anche il Chief of health dell’UNICEF, Stefan Swartling Peterson dopo aver accettato la sfida: “ci vuole una famiglia per fare una KMC”.

Molte sessioni sono state dedicate allo sviluppo del bambino, diminuire la mortalità infantile e neonatale non può eludere l’impegno nei confronti della salute, del benessere, dell’apprendimento di un individuo per tutto il corso della usa vita e l’impatto che ha anche sulla salute e il benessere delle generazioni successive. L’Early Childhood Development – ECD - è quindi un tema cruciale nelle agende dei pediatri e neonatologi di tutto il mondo.

Chiesi Foundation rientra a casa con una maggiore consapevolezza del contesto internazionale in cui la Fondazione opera, del framework che le istituzioni stanno costituendo per agire in un’unica direzione, per raggiungere insieme l’obiettivo numero 3 degli SDG, soprattutto il target 3.2. Un congresso che ci dà la conferma di trovarci su una buona strada con il progetto NEST – Neonatal essential Survival Technologies – e di dover continuare a lavorare e perseguire la nostra missione, perché come è stato ripetuto nei tanti interventi: ora è il momento di agire, ora dobbiamo cercare di cambiare le cose.

Chiesi Foundation al congresso dell’Associazione Internazionale di Pediatria
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