Solidarietà per la salute materno-infantile/Ospedale S.Camillo-Burkina Faso

Il Burkina Faso è situato nel cuore dell’Africa Saheliana; l’economia del paese si basa su un’agricoltura per lo più di sussistenza che impiega circa l’80% della forza lavoro, contribuendo al 40% del PIL nazionale.

Il 72% dei suoi 15,2 milioni di abitanti vive sotto la soglia di povertà; la scolarità è ridotta e le strutture sanitarie sono carenti. Molte persone, adulti e soprattutto bambini muoiono per carenza di cure, malaria, morbillo, tubercolosi, tetano, AIDS e malnutrizione.

Il CMSC di Ouagadougou, principale maternità del Burkina Faso con più di 5000 parti/anno rappresenta l’unica realtà che si preoccupa dei neonati patologici e prematuri in un area che oltrepassa i confini del Burkina Faso interessando pazienti che provengono anche da Mali, Mauritania e Sierra Leone.

Scopo del progetto è quello di adeguare gli standard di trattamento dei neonati prematuri e patologici presso il Centre St. Camille di Ouagadougou ai più moderni protocolli assistenziali in una realtà dotata di scarsissime risorse tecnologiche.

Il metodo di intervento è stato quello di addestrare il personale costituito da 19 persone ausiliarie e 4 infermiere che operano in un reparto dove l’O2 resta l’unica risorsa disponibile e utilizzando i dati statistici annuali dove sono valutati EG, peso, inborn, outborn, diagnosi, sopravvivenza e mortalità per verificare il beneficio del nostro impatto.

Le 11 missioni finora effettuate dal 2005 al 2010 (8 mediche e 3 infermieristiche)  nell’ambito del progetto ESTHER, che ha come attori principali Medicus Mundi, Università degli Studi di Brescia, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, l’Azienda USL d Parma e la delegazione Camilliana in Burkina Faso, hanno permesso di migliorare gli standard assistenziali abbassando la mortalità tra i 1000-1500 grammi dal 76,8 al 63,9%.

Il progetto prevede come prospettiva nuove missioni medico-infermieristiche per rendere sempre più adeguati gli standard di trattamento per il miglioramento degli indici di sopravvivenza cercando di rispettare i costi di una sanità sostenibile in tale realtà.

Sicuramente quello che rimane in questa esperienza è uno stretto legame con gli amici missionari ed i burkinabè che lavorano al CMSC e quindi non un rapporto statico con le problematiche sanitarie dell’Africa, ma un gratificante rapporto umano ed uno sguardo comune sui piccoli pazienti che deve essere lo stesso in qualsiasi parte del mondo ci troviamo” (Paolo Villani, Neonatologo, Fidenza).

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