Chiesi Foundation

14 Settembre 2021

Gino Strada: un uomo, una professione al servizio degli altri.

Un mese fa ci lasciava Gino Strada. Una vita, la sua, vissuta con una missione ben precisa: aiutare gli altri.  

Gino Strada era un medico, ma definirlo solo un medico sarebbe riduttivo. Era un paladino dei diritti umani, un utopista - come lo hanno definito suoi amici e collaboratori - un medico di guerra che ripudiava la guerra. Perché lui la guerra la vedeva ogni giorno sui volti sofferenti dei suoi tantissimi pazienti, sui loro corpi mutilati, feriti, dilaniati dalla violenza umana. Aveva deciso di fare il chirurgo in Paesi a basse risorse, trasformando la salute in un diritto di tutti e per tutti. Perché Gino si chiedeva giustamente perché la medicina in posti come l’Africa dovesse essere di serie B. E lui era deciso a dimostrare che anche in Africa una medicina di serie A è possibile, ma ancor di più, necessaria. Per questo, nel 1994, aveva fondato a Milano con la moglie Teresa l’associazione umanitaria Emergency “per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà”.

Ma per quanto Gino Strada, la sua vita, il suo lavoro, la sua solidarietà, e la sua Emergency, siano state una pepita rara, la sua storia non è poi così rara. Sì, perché il mondo della cooperazione internazionale è costellato di storie di persone come lui. Storie vissute in sordina di medici, ma anche infermieri, ostetriche e collaboratori, che mettono la loro vita a disposizione degli ultimi tra gli ultimi. Non sono dottori da semplice stetoscopio al collo, ma dottori da trincea pronti ad operare nelle zone più povere e difficili del mondo, pronti ad assicurare cure mediche e chirurgiche gratuite. Che sia su un barcone in mezzo al mare, in un ospedale da campo in Afghanistan, o in un piccolo centro medico del Burundi, loro rispondono a quella vocazionale e caparbia volontà di salvare vite umane. Sono professionisti e al contempo difensori dei diritti umani, in particolare del diritto alla salute e del diritto alla vita. Perché come diceva Gino, difendere i diritti degli altri significa difendere anche i propri.

Cogliamo l’occasione per ringraziare Gino Strada e il lavoro fatto in tutti questi anni che continuerà a vivere con la sua Emergency. Ma cogliamo anche l’occasione per ringraziare i “nostri” medici e collaboratori per il prezioso lavoro che fanno con la Chiesi Foundation e per aiutarci a portare avanti la nostra missione: migliorare la salute ed alleviare la sofferenza dei nostri pazienti.

Gino Strada: un uomo, una professione al servizio degli altri.
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